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lunedì 28 febbraio 2011
mercoledì 29 dicembre 2010
Fenomenologia del Porno Moderno #8: Facebookkakke

Facebook come sponsor di fregna e vetrina di un bordello. Approvazione e consenso da visualizzazione. La libido femminile moderna che trova l'ennesima, iniqua, valvola di sfogo per essere "mipiacecliccata". Leggi anche: stimolazione webclitoridea.
Se internet fosse cazzo-permeabile Facebook sarebbe un oceano di cyber-sperma.

DMD
martedì 26 ottobre 2010
Fenomenologia del Porno Moderno #5: L'aiutino
Senex ipsa est morbus.
Enim insanabilis.
Eppure Terenzio e Seneca non avevano l’imperativo di scopare a 70 anni.
Adesso c’è l’aiutino.
Vecchi che perdono dentiere nell’impeto stentoreo di un coito artritico.
Il problema non è solo estetico.
È che non fottono natiche cadenti e snervate e cioè quel legittimo vilipendio del tempo chiamato umana antichità.
L’aiutino è invece il miglior amico di vecchi e bambini, cariatidi e pre o appena post diciottenni.
I progressi della scienza.
Il gerontoporno è un vaso di Pandora, uno dei tabù più sgradevoli della società moderna, nella quale il vecchio, non più un saggio - un essere umano con un ruolo - ma reietto, non viene più ritenuto parte della stessa società civile: perché non più produttivo o performante (gli anziani vengono sempre più visti come un peso o costo sociale: "cosa servono i vecchi?"). Il sesso tra anziani ci risulta quindi disturbante perché operato da esseri che dovrebbero essere morti. E che in un certo senso si crede già che siano tali.
Tuttavia una cosa è la condanna della natura, l'altra il tic sociale che impone ai vecchi di comportarsi da giovani per esistere e di adottare condotte sessuali non conformi.
Il gerontoporno disturba e per questo motivo è anche tra i generi più remunerativi.
"Un film con una ventenne dopo tre mesi non lo compra più nessuno, mentre uno con una 70enne resta in vendita per anni. E poi, una giovane attrice arriva a chiedere molti più soldi per una performance. Una vecchietta non ne chiede mai più di 1000 dollari. Perché sa che può essere l'ultima."
Tuttavia una cosa è la condanna della natura, l'altra il tic sociale che impone ai vecchi di comportarsi da giovani per esistere e di adottare condotte sessuali non conformi.
Il gerontoporno disturba e per questo motivo è anche tra i generi più remunerativi.
"Un film con una ventenne dopo tre mesi non lo compra più nessuno, mentre uno con una 70enne resta in vendita per anni. E poi, una giovane attrice arriva a chiedere molti più soldi per una performance. Una vecchietta non ne chiede mai più di 1000 dollari. Perché sa che può essere l'ultima."
Shigeo Tokuda. 74 yers old porn performer
DMD
lunedì 18 ottobre 2010
Fenomenologia del Porno Moderno #4: Virgin Porn
Nietzsche, Voltaire, Shakespeare, sono solo alcuni tra gli spiriti magni della nostra cultura ad essersi espressi negativamente nei confronti della verginità come pratica di preservazione. Un atto considerato contro natura.
La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante il concetto di "impuro" è il vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita.
Friedrich Nietzsche, L'Anticristo, 1888
È una delle superstizioni dello spirito umano avere immaginato che la verginità potesse essere una virtù.
Voltaire, Le sottisier, 1880 (postumo)
Parlare in favore della verginità significa accusare vostra madre.
William Shakespeare, Tutto è bene quel che finisce bene, 1602/03
Tuttavia la verginità e la castità sono principi che a vario titolo e in varie epoche hanno al contrario testimoniato un valore apprezzato in molte culture. Onore, purezza, integrità personale e famigliare sono contraltari positivi a disvalori quali vergogna, dissolutezza morale, corruzione sessuale, spesso cause di esilio sociale e svalutazione umana. Ma è inutile tergiversare sulle implicazioni che ci pervengono da una tradizione spesso contraddittoria in fatto di virtù e condotta sessuale. In passato, quando il sentimento religioso o determinati dogmi antropologici imponevano la verginità come pratica da procrastinare, si era soliti commettere ugualmente una svariata gamma di atti sessuali puntualmente rimbrottati dai tribunali della morale (dai rapporti sessuali non completi alla masturbazione, per non parlare di rapporti orali, anali o coiti simulati come il lapai diffuso tuttora in Iran).
Il punto è che la castità come virtù è stato un sillogismo polverizzato dalla realtà contemporanea per mezzo della rivoluzione sessuale e dell’emancipazione femminile durante gli anni ruggenti delle mobilitazioni collettive. Il sesso, la spregiudicatezza, la condotta immorale esibita, estetizzata, propagandata e reclamizzata ha però nel tempo sortito un fisiologico fenomeno di ritorsione.
In un rapporto di causa-effetto, mentre nel mondo occidentale l’età del primo approccio al sesso tende ad abbassarsi, torna in auge il principio di verginità come valore sociale, non già come osservanza dal significato morale o comportamentale – preservarsi con il fine ultimo del matrimonio – ma anche e soprattutto come induzione o provocazione sessuale.
L'ideale della verginità è l'ideale di quelli che vogliono sverginare.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909
Di tutte le perversioni sessuali, la peggiore è la castità.
Anatole France
L’astinenza come atto anticonformista, come ribellione erotico-genitale funge come istigazione sessuale in una società permeata da standard e modelli di riferimento opposti. Uno dei dati più curiosi è la “verginità ritrovata” delle cosiddette “vergini rinate”, ovvero donne – il fenomeno è esclusivamente femminile – che “tornano” alla verginità. Questo avviene soprattutto per mezzo di una riconversione spirituale tramite vocazioni che rispondono ad impulsi individuali tipici del principio del “ritorno all’ordine”. Tentativi di restaurazione esistenziale che possono esigere, tra le altre cose, un nuovo rapporto con il proprio corpo. Altro fenomeno è la riconversione chirurgica: l’imenoplastica. E cioè la restaurazione dell’imene per mezzo di un piccolo intervento di chirurgia che non incide in modo fondamentale dal punto di vista dell’impatto fisico ma che possiede in realtà dei risvolti di carattere psicologico. Quindi il tentativo estremo di restaurare un’anatomia ed identità genitale pregresse come simbolo di un ritorno alla purezza e all’integrità.
La modernità ci ha quindi spesso condannati nella propria isteria ad un rapporto controverso con la verginità, soprattutto in un mondo dove il sesso ha acquisito un valore sociale, commerciale e sempre più spesso mediatico. La sessualità fa parte integrante dell’immagine e dell’idea che ciascuno di noi proietta verso l’esterno. Nel mondo dello spettacolo questo aspetto è a dir poco fondamentale.
Comunicazione e marketing hanno già da tempo stretto un fiorente connubio con l’ammiccamento sessuale. Che il sesso sia divenuto un discrimine fondamentale nelle strategie di vendita e pubblicizzazione è un dato di fatto.
In tal modo il mercato, sponsorizzato da forti iniezioni propagandistiche create ad hoc da determinate think tank, veicola la castità e l’astensione come slogan pubblicitari, dialettiche propagandistiche, reclame promozionali estremamente efficaci. Il sesso vende, in questo caso per assenza.
Se dico: pensa ad un orso bianco, tu a cosa pensi?
La privazione indotta del sesso come affermazione dello stesso. Un’induzione più sottile e quindi più profonda.
La castità diviene quindi, in un rovesciamento prospettico, una nuova forma di perversione sessuale appetibile a determinate fette di mercato che vedono nel voto di castità un fatto affine e controverso. Una suggestione di tipo sessuale per giustificare o consolidare un consumo di massa dettato dall’inconscio.
Aste, annunci, boutade madiatiche: la verginità, vera, pretesa o presunta, risulta spesso come un’arma, attualmente stra abusata, di ricerca di visibilità. Esibizione istrionica o mercificazione del corpo che sia il risultato è il medesimo: foto e copertine nei giornali, passaparola nel web, comparse in tv. Se il voto è accompagnato da una bella presenza l’induzione erotica raddoppia.
Uno stratagemma che fa parte di una strategia mediatica reiterata e che tra le altre cose produce esiti morali ed estetici paradossalmente pornografici.
Il regalo più carino che una ragazza possa fare è la sua verginità. Visto che quella davanti si può offrire una volta sola, offrite cento volte quella di dietro e farete così cento favori.
Pierre Louÿs, Piccolo galateo erotico per le fanciulle, 1927 (postumo)
DMD
domenica 10 ottobre 2010
Fenomenologia del Porno Moderno #3: Teens
La Fenomenologia del Porno Moderno ci insegna che la pornografia è un'entità morale, culturale ed estetica capace di invadere molti, forse troppi spazi. Gli ambiti ed i soggetti convertibili sono difatti infiniti.
In questo caso vorrei parlare dell'infanzia. Uno spazio di vita avulso da certi linguaggi dove il sesso non dovrebbe c'entrare, anche se non sempre è stato così (l'esempio stra-abusato e di molto circoscritto è sempre quello: l'Antica Grecia, Atene, Sparta e l'arpaghé di Creta). Tuttavia, proprio perché la nostra cultura dominante prevede una serie di veti in questo senso edificando tabù inviolabili, l'arte, facendo leva sui propri privilegi espressivi, spesso si è proposta di evadere dalla morale. Da qui la raffigurazione ambigua di un'infanzia deformata dalle logiche adulte, spesso debitrici di desideri e pulsioni che provengono dal subconscio. Parliamo quindi di distorsioni. Da una parte la ricerca estetica, dall'altra la denuncia, la provocazione fine a se stessa, l'intento di mettere alla berlina la sessuofilia dell'osservatore che vorrebbe negare la propria cattiva coscienza di fronte alla sottile spudoratezza del soggetto ritratto.
Se c'è una cosa che oggi disgusta e scandalizza più della pornografia è difatti la pedopornografia. E quindi se esiste un ambito in cui l'arte è in grado di veicolare sensazioni controverse e giocare sul filo del rasoio lungo il medesimo baratro, quello è proprio l'orizzonte pedopornografico, un mondo che non si deve esplorare. L'arte quindi tende a scommettere in questo tipo di ammiccamento, un gioco pericoloso che alle volte non riesce. Per non parlare di pubblicità e mercato.
Ma anche qui come al solito l'ossimoro: tanto adamantine si ritengono le basi di un simile tabù, altrettanto soggettiva è la natura del giudizio a riguardo di simili rappresentazioni. Scempio? Vergogna? Pornografia? Doverosa dissacrazione? Sublime ricerca estetica? Legittima raffigurazione della decadenza dei costumi?
La dimostrazione della sconfitta dell'oggettivo contemporaneo anche al cospetto del tabù più incontrovertibile.























DMD
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